Negli ultimi vent’anni l’interesse clinico nei confronti della medicina “naturale” è notevolmente aumentato e, soprattutto, si è assistito ad una larga introduzione di prodotti vegetali in campo microbiologico. Questa nuova tendenza si deve, da un lato, alla diffusione sempre maggiore di microrganismi resistenti alle terapie classiche, dall’altro alla sempre più evidente attività antimicrobica dei prodotti fitoterapici, tra cui gli oli essenziali (OE). Tuttavia, i dati microbiologico-clinici promettenti sono spesso insufficienti, anedottici e non basati sull’uso di metodologie convalidate e di modelli sperimentali con buona predittività per l’uso clinico. In questo senso, risulta importante introdurre dei metodi standardizzati per la valutazione in vitro ed in vivo dell’attività degli OE, come avviene per i farmaci convenzionali e il loro impiego terapeutico deve essere accompagnato da una valida base scientifica con risultati che confermino (o smentiscano) l’attività terapeutica ipotizzata, in quanto è bene ricordare che gli OE, pur dando minori effetti collaterali, non sono innocui se usati in modo non corretto. Per effettuare una valida valutazione dell’attività antimicrobica degli OE e un confronto di efficacia con i farmaci convenzionali, è importante sottoporli ai parametri microbiologici classici, come ad es., la valutazione della minima concentrazione inibente e microbicida, l’effetto post-antibiotico, l’antibiogramma/aromatogramma, ecc. Inoltre, poiché è ormai noto che l’efficacia terapeutica di un agente antimicrobico convenzionale non dipende solo dalla sua azione sul microrganismo, ma anche dall’influenza esercitata sulle funzioni del sistema immunitario dell’ospite nell’eradicazione dell’agente infettivo, è bene conoscere anche per gli OE la loro possibile influenza sui meccanismi di difesa dell’ospite, in modo da favorire composti che siano in grado di stimolarli o, se non altro, di non interferire negativamente con essi.

Oli e farmaci convenzionali: attività a confronto

TULLIO, Viviana Cristina
First
;
MANDRAS, Narcisa;ROANA, Janira;SCALAS, Daniela;ALLIZOND, Valeria;MARRA, ELISA SIMONA;BANCHE, Giuliana;CUFFINI, Annamaria
Last
2015

Abstract

Negli ultimi vent’anni l’interesse clinico nei confronti della medicina “naturale” è notevolmente aumentato e, soprattutto, si è assistito ad una larga introduzione di prodotti vegetali in campo microbiologico. Questa nuova tendenza si deve, da un lato, alla diffusione sempre maggiore di microrganismi resistenti alle terapie classiche, dall’altro alla sempre più evidente attività antimicrobica dei prodotti fitoterapici, tra cui gli oli essenziali (OE). Tuttavia, i dati microbiologico-clinici promettenti sono spesso insufficienti, anedottici e non basati sull’uso di metodologie convalidate e di modelli sperimentali con buona predittività per l’uso clinico. In questo senso, risulta importante introdurre dei metodi standardizzati per la valutazione in vitro ed in vivo dell’attività degli OE, come avviene per i farmaci convenzionali e il loro impiego terapeutico deve essere accompagnato da una valida base scientifica con risultati che confermino (o smentiscano) l’attività terapeutica ipotizzata, in quanto è bene ricordare che gli OE, pur dando minori effetti collaterali, non sono innocui se usati in modo non corretto. Per effettuare una valida valutazione dell’attività antimicrobica degli OE e un confronto di efficacia con i farmaci convenzionali, è importante sottoporli ai parametri microbiologici classici, come ad es., la valutazione della minima concentrazione inibente e microbicida, l’effetto post-antibiotico, l’antibiogramma/aromatogramma, ecc. Inoltre, poiché è ormai noto che l’efficacia terapeutica di un agente antimicrobico convenzionale non dipende solo dalla sua azione sul microrganismo, ma anche dall’influenza esercitata sulle funzioni del sistema immunitario dell’ospite nell’eradicazione dell’agente infettivo, è bene conoscere anche per gli OE la loro possibile influenza sui meccanismi di difesa dell’ospite, in modo da favorire composti che siano in grado di stimolarli o, se non altro, di non interferire negativamente con essi.
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http://www.morphema.it/edizioni/elenco-articoli/
Oli essenziali, sistema immunitario innato, killing intracellulare, lieviti, dermatofiti
Tullio, V; Mandras, N; Roana, J; Scalas, D; Allizond, V; Marra, E; Banche, G; Cuffini, AM
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