La definizione di “fenomeno politico” nelle scienze sociali copre una casistica tanto vasta quanto eterogenea. Dalle istituzioni governative alle rivoluzioni, dalle Signorie medievali alle leadership etniche, ciascuno di questi fenomeni si offre all'analisi con caratteristiche uniche, inestricabilmente legate al contesto culturale e storico in cui si sviluppa. Tuttavia, ogni fenomeno politico si confronta pur sempre con il problema del potere, una tematica trasversale che possiamo articolare in tre questioni fondamentali: l'istituzione del potere, inteso come instaurazione di un ordine, la sua legittimazione, ovvero il suo riconoscimento come autorità, e la sua trasmissione, cioè un meccanismo sociale che ne permetta la continuità. Una possibile soluzione, piuttosto familiare agli antropologi, è la figura dell'eroe-fondatore (founding hero). Personaggio frequente nelle narrazioni storiche e mitologiche di diversi contesti culturali, l'eroe-fondatore ha il ruolo di instaurare un ordine politico ab origine, legittimando l'autorità presente che vi si rifà attraverso una catena di trasmissione riconosciuta, cioè come passaggio ininterrotto di potere nel tempo. In questo articolo ci occuperemo di due figure chiave dell'immaginario coloniale sudanese, due eroi-fondatori e antagonisti, le cui vicende influenzano ancora oggi il contesto sociale sudanese. L'evento centrale di questa narrazione, in cui storia e mito si intrecciano, è l'assedio di Khartoum: lo scontro tra il generale Charles Gordon, già leggenda vivente dell'impero britannico, e il ribelle Muhammad Ahmad al-Mahdī, leader sudanese e profeta “ben guidato” da Dio.

Il profeta e il generale: lo scontro tra eroi-fondatori nell'immaginario coloniale sudanese

Nicola Martellozzo
2020

Abstract

La definizione di “fenomeno politico” nelle scienze sociali copre una casistica tanto vasta quanto eterogenea. Dalle istituzioni governative alle rivoluzioni, dalle Signorie medievali alle leadership etniche, ciascuno di questi fenomeni si offre all'analisi con caratteristiche uniche, inestricabilmente legate al contesto culturale e storico in cui si sviluppa. Tuttavia, ogni fenomeno politico si confronta pur sempre con il problema del potere, una tematica trasversale che possiamo articolare in tre questioni fondamentali: l'istituzione del potere, inteso come instaurazione di un ordine, la sua legittimazione, ovvero il suo riconoscimento come autorità, e la sua trasmissione, cioè un meccanismo sociale che ne permetta la continuità. Una possibile soluzione, piuttosto familiare agli antropologi, è la figura dell'eroe-fondatore (founding hero). Personaggio frequente nelle narrazioni storiche e mitologiche di diversi contesti culturali, l'eroe-fondatore ha il ruolo di instaurare un ordine politico ab origine, legittimando l'autorità presente che vi si rifà attraverso una catena di trasmissione riconosciuta, cioè come passaggio ininterrotto di potere nel tempo. In questo articolo ci occuperemo di due figure chiave dell'immaginario coloniale sudanese, due eroi-fondatori e antagonisti, le cui vicende influenzano ancora oggi il contesto sociale sudanese. L'evento centrale di questa narrazione, in cui storia e mito si intrecciano, è l'assedio di Khartoum: lo scontro tra il generale Charles Gordon, già leggenda vivente dell'impero britannico, e il ribelle Muhammad Ahmad al-Mahdī, leader sudanese e profeta “ben guidato” da Dio.
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http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-profeta-e-il-generale-lo-scontro-tra-eroi-fondatori-nellimmaginario-coloniale-sudanese/
Stato Mahdista, Colonialismo britannico, Sudan, Charles Gordon, Muhammad al-Mahdi, Eroe fondatore, Immaginario sociale, Antropologia culturale
Nicola Martellozzo
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