L’archeologia alpina non è facile da indagare poiché le tracce antropiche sono spesso di difficile lettura: la persistenza insediativa cancella, modifica e ridisegna le strutture collegate alla presenza antropica. Inoltre, le caratteristiche e le tecniche costruttive rimangono costanti nel tempo sia per i materiali utilizzati e riutilizzati, sia per la loro messa in opera rendendo più complessa la fase interpretativa e la ricostruzione cronologica L’integrazione tra le diverse fonti d’indagine si rende, dunque, sempre più necessaria per poter impostare una corretta lettura del territorio. Il caso di Orgères (La Thuile-AO) è assai significativo poiché è dell’unico scavo multidisciplinare in Valle d’Aosta. Il sito si trova a 1665m di altitudine, nei pressi di Pont Serrand, alla confluenza del laterale vallon des Orgères con il vallon des Chavannes, su un percorso alternativo a quello per il valico del Piccolo San Bernardo, rappresentando un’importante via di comunicazione già dall’età imperiale. La ricerca, iniziata dallo studio del sito archeologico, si è estesa poi su tutto il territorio circostante analizzato non solo attraverso le fonti storiche e cartografiche, ma anche con le analisi di laboratorio e le immagini satellitari intese come “fonti” per la conoscenza del paesaggio montano. Si sono messi a confronto i risultati ricavati da un lato dalla cartografia antica e la toponomastica, dall’altro dalla geomatica intesa come strumento utile per migliorare la ricerca archeologica in aree montane soprattutto laddove le fonti documentarie sono più silenti. I dati estrapolati delle immagini Lidar, sono stati verificati e cartografati sul campo con ricognizioni geologiche - abbinate alla Carta delle Valanghe (RAVA) - archeologiche e botaniche.

Archeologia ed indagini in un territorio alpino

Di Gangi Giorgio;Chiara Maria Lebole
2022

Abstract

L’archeologia alpina non è facile da indagare poiché le tracce antropiche sono spesso di difficile lettura: la persistenza insediativa cancella, modifica e ridisegna le strutture collegate alla presenza antropica. Inoltre, le caratteristiche e le tecniche costruttive rimangono costanti nel tempo sia per i materiali utilizzati e riutilizzati, sia per la loro messa in opera rendendo più complessa la fase interpretativa e la ricostruzione cronologica L’integrazione tra le diverse fonti d’indagine si rende, dunque, sempre più necessaria per poter impostare una corretta lettura del territorio. Il caso di Orgères (La Thuile-AO) è assai significativo poiché è dell’unico scavo multidisciplinare in Valle d’Aosta. Il sito si trova a 1665m di altitudine, nei pressi di Pont Serrand, alla confluenza del laterale vallon des Orgères con il vallon des Chavannes, su un percorso alternativo a quello per il valico del Piccolo San Bernardo, rappresentando un’importante via di comunicazione già dall’età imperiale. La ricerca, iniziata dallo studio del sito archeologico, si è estesa poi su tutto il territorio circostante analizzato non solo attraverso le fonti storiche e cartografiche, ma anche con le analisi di laboratorio e le immagini satellitari intese come “fonti” per la conoscenza del paesaggio montano. Si sono messi a confronto i risultati ricavati da un lato dalla cartografia antica e la toponomastica, dall’altro dalla geomatica intesa come strumento utile per migliorare la ricerca archeologica in aree montane soprattutto laddove le fonti documentarie sono più silenti. I dati estrapolati delle immagini Lidar, sono stati verificati e cartografati sul campo con ricognizioni geologiche - abbinate alla Carta delle Valanghe (RAVA) - archeologiche e botaniche.
Conferenza Nazionale di Geomatica ed informazione geografica
Genova- Italia
20-24 giugno 2022
Geomatica ed informazione geografica
ASITA - Federazione italiana delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali
173
184
978-88-941232-9-6
Archeologia alpina; territorio; geomatica; cartografia; analisi di laboratorio; ricognizioni territoriali; geomorfologia
Di Gangi Giorgio; Chiara Maria Lebole
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