L’incidenza delle infezioni fungine sistemiche causate da Candida spp. è aumentata drasticamente in questi ultimi anni, specialmente nell’ospite immunocompromesso. Candida albicans è un lievito opportunista che, nei pazienti con deficit immunitari o sottoposti a terapie immunosoppressive, rappresenta un serio problema in quanto causa di micosi profonde, di difficile eradicazione e potenzialmente mortali. Poiché il numero dei farmaci antifungini disponibili per il trattamento delle infezioni fungine sistemiche è limitato, la ricerca si è focalizzata, negli ultimi anni, sullo sviluppo di nuovi agenti antifungini, tra i quali la caspofungina, che rappresenta la prima echinocandina utilizzata per il trattamento di candidosi esofagee e infezioni invasive dovute a Candida spp. Il successo nel trattamento delle infezioni microbiche è correlato anche al sinergismo tra il sistema immunitario del paziente e i farmaci impiegati nell’eradicare l’infezione; di conseguenza, risulta di estrema importanza, dal punto di vista clinico, studiare le interazioni che si instaurano tra miceti, fagociti ed antimicotico, al fine di orientare la scelta terapeutica verso farmaci che non interferiscano negativamente con i meccanismi di difesa dell’ospite e siano in grado di coadiuvarli nel portare a termine l’infezione. Lo scopo del lavoro è stato quello di studiare l’influenza della caspofungina sull’interazione in vitro tra le funzioni primarie dei granulociti polimorfonucleati umani (PMN) nei confronti di un ceppo di C. albicans di isolamento clinico. In esperimenti condotti in presenza di caspofungina a concentrazioni inibenti (2g/ml) si è osservato che, rispetto al controllo privo di antimicotico, il farmaco stimola il killing raggiungendo nei 90’ di osservazione valori pari al 75%. Nelle stesse condizioni sperimentali, l’attività fagocitaria dei PMN non viene alterata in presenza dell’antimicotico poiché si ottengono valori di fagocitosi sovrapponibili a quelli dei controlli. Esperimenti condotti utilizzando il farmaco pari al picco sierico (3.2g/ml) e alla concentrazione plasmatica (8μg/ml=4XMIC), indicano che, anche in queste condizioni sperimentali, la caspofungina non altera l’attività fagocitaria dei PMN, mentre per quanto riguarda il killing intracellulare, stimola l’attività dei PMN che uccidono i lieviti a tutti i tempi di osservazione a percentuali superiori ai controlli. Ulteriori esperimenti per studiare la dinamica dell’abbattimento della carica fungina in presenza di diverse concentrazioni di caspofungina, hanno evidenziato che l’attività di questo farmaco è di tipo fungistatico

Influenza positiva della caspofungina sulle funzioni primarie dei leucociti polimorfonucleati umani nei confronti di Candida albicans

MANDRAS, Narcisa;TULLIO, Viviana Cristina;BANCHE, Giuliana;ROANA, Janira;SCALAS, Daniela;ALLIZOND, VALERIA;CUFFINI, Annamaria;CARLONE, Nicola
2008

Abstract

L’incidenza delle infezioni fungine sistemiche causate da Candida spp. è aumentata drasticamente in questi ultimi anni, specialmente nell’ospite immunocompromesso. Candida albicans è un lievito opportunista che, nei pazienti con deficit immunitari o sottoposti a terapie immunosoppressive, rappresenta un serio problema in quanto causa di micosi profonde, di difficile eradicazione e potenzialmente mortali. Poiché il numero dei farmaci antifungini disponibili per il trattamento delle infezioni fungine sistemiche è limitato, la ricerca si è focalizzata, negli ultimi anni, sullo sviluppo di nuovi agenti antifungini, tra i quali la caspofungina, che rappresenta la prima echinocandina utilizzata per il trattamento di candidosi esofagee e infezioni invasive dovute a Candida spp. Il successo nel trattamento delle infezioni microbiche è correlato anche al sinergismo tra il sistema immunitario del paziente e i farmaci impiegati nell’eradicare l’infezione; di conseguenza, risulta di estrema importanza, dal punto di vista clinico, studiare le interazioni che si instaurano tra miceti, fagociti ed antimicotico, al fine di orientare la scelta terapeutica verso farmaci che non interferiscano negativamente con i meccanismi di difesa dell’ospite e siano in grado di coadiuvarli nel portare a termine l’infezione. Lo scopo del lavoro è stato quello di studiare l’influenza della caspofungina sull’interazione in vitro tra le funzioni primarie dei granulociti polimorfonucleati umani (PMN) nei confronti di un ceppo di C. albicans di isolamento clinico. In esperimenti condotti in presenza di caspofungina a concentrazioni inibenti (2g/ml) si è osservato che, rispetto al controllo privo di antimicotico, il farmaco stimola il killing raggiungendo nei 90’ di osservazione valori pari al 75%. Nelle stesse condizioni sperimentali, l’attività fagocitaria dei PMN non viene alterata in presenza dell’antimicotico poiché si ottengono valori di fagocitosi sovrapponibili a quelli dei controlli. Esperimenti condotti utilizzando il farmaco pari al picco sierico (3.2g/ml) e alla concentrazione plasmatica (8μg/ml=4XMIC), indicano che, anche in queste condizioni sperimentali, la caspofungina non altera l’attività fagocitaria dei PMN, mentre per quanto riguarda il killing intracellulare, stimola l’attività dei PMN che uccidono i lieviti a tutti i tempi di osservazione a percentuali superiori ai controlli. Ulteriori esperimenti per studiare la dinamica dell’abbattimento della carica fungina in presenza di diverse concentrazioni di caspofungina, hanno evidenziato che l’attività di questo farmaco è di tipo fungistatico
Congresso Nazionale della Società Italiana di Microbiologia Farmaceutica
Torino
20-22/06/2008
Dalla sintesi alla distribuzione del farmaco: il ruolo della microbiologia
Società Italiana di Microbiologia Farmaceutica
1
14
14
N. Mandras; V. Tullio; G. Banche; J. Roana; D. Scalas; V. Allizond; A Cuffini; N.A. Carlone
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