Sebbene sia posta molta enfasi sulla necessità di basare le pratiche assistenziali su prove di efficacia, perseguendo l’obiettivo della massima qualità delle prestazioni erogate, già una revisione sistematica del 1999 (1) evidenziava come la semplice conoscenza di una linea guida o raccomandazione scientifica non sia sufficiente a determinare cambiamenti della pratica. La letteratura (2,3) è ricca di dati che dimostrano quanto sia difficile modificare i comportamenti degli operatori, nei quali non sono infrequenti una certa inerzia e una incapacità di fondo a cambiare abitudini consolidate da anni di pratica professionale. Al di là delle modalità di diffusione delle informazioni, delle opinioni, degli atteggiamenti personali, delle conoscenze, delle proprie esperienze professionali, vi sono altri fattori, quali i contesti organizzativi e i processi sociali che dimostrano di avere peso nell’influenzare il comportamento professionale: operatori favorevoli ad applicare procedure e protocolli, aperti ad accogliere criticamente ma con favore i risultati della ricerca, possono infatti essere demotivati, se non addirittura scoraggiati, dall’ambiente di lavoro che non offre loro un adeguato supporto. Oltre a questi elementi, ancora molte sono le incertezze sui metodi più efficaci per la disseminazione e implementazione delle evidenze scientifiche. (4-7) Anche nell’ASL piemontese in cui è stato condotto lo studio la situazione inerente l’implementazione dei protocolli per l’applicazione di alcune procedure rispecchia quanto riportato in letteratura. Durante alcune verifiche ispettive, condotte per valutare la reale applicazione dei protocolli in Azienda, è emerso quanto questa sia parziale e disomogenea: soltanto la metà circa degli indicatori di processo individuati era soddisfatta, nonostante gli interventi messi in atto in passato per favorirne l’applicazione. Alla luce di queste criticità è stato condotto uno studio con l’obiettivo di valutare l’efficacia di una strategia di implementazione caratterizzata da audit integrati clinico-organizzativi con successivo feed-back e dall’intervento di “facilitatori” nei reparti. Obiettivi operativi consistevano nell’individuare le principali criticità che ostacolano l’adozione di comportamenti aderenti alle indicazioni dei protocolli e favorire la discussione e lo scambio di opinione fra operatori e verificatori.

L'audit integrato quale strumento per l'implementazione di protocolli aziendali: uno studio controllato e randomizzato

CHARRIER, Lorena;GREGORI, Dario;CAVALLO, Franco;ZOTTI, Carla Maria
2007-01-01

Abstract

Sebbene sia posta molta enfasi sulla necessità di basare le pratiche assistenziali su prove di efficacia, perseguendo l’obiettivo della massima qualità delle prestazioni erogate, già una revisione sistematica del 1999 (1) evidenziava come la semplice conoscenza di una linea guida o raccomandazione scientifica non sia sufficiente a determinare cambiamenti della pratica. La letteratura (2,3) è ricca di dati che dimostrano quanto sia difficile modificare i comportamenti degli operatori, nei quali non sono infrequenti una certa inerzia e una incapacità di fondo a cambiare abitudini consolidate da anni di pratica professionale. Al di là delle modalità di diffusione delle informazioni, delle opinioni, degli atteggiamenti personali, delle conoscenze, delle proprie esperienze professionali, vi sono altri fattori, quali i contesti organizzativi e i processi sociali che dimostrano di avere peso nell’influenzare il comportamento professionale: operatori favorevoli ad applicare procedure e protocolli, aperti ad accogliere criticamente ma con favore i risultati della ricerca, possono infatti essere demotivati, se non addirittura scoraggiati, dall’ambiente di lavoro che non offre loro un adeguato supporto. Oltre a questi elementi, ancora molte sono le incertezze sui metodi più efficaci per la disseminazione e implementazione delle evidenze scientifiche. (4-7) Anche nell’ASL piemontese in cui è stato condotto lo studio la situazione inerente l’implementazione dei protocolli per l’applicazione di alcune procedure rispecchia quanto riportato in letteratura. Durante alcune verifiche ispettive, condotte per valutare la reale applicazione dei protocolli in Azienda, è emerso quanto questa sia parziale e disomogenea: soltanto la metà circa degli indicatori di processo individuati era soddisfatta, nonostante gli interventi messi in atto in passato per favorirne l’applicazione. Alla luce di queste criticità è stato condotto uno studio con l’obiettivo di valutare l’efficacia di una strategia di implementazione caratterizzata da audit integrati clinico-organizzativi con successivo feed-back e dall’intervento di “facilitatori” nei reparti. Obiettivi operativi consistevano nell’individuare le principali criticità che ostacolano l’adozione di comportamenti aderenti alle indicazioni dei protocolli e favorire la discussione e lo scambio di opinione fra operatori e verificatori.
IV congresso nazionale Sismec "La ricerca clinica tra sperimentazione e osservazione"
Monreale (Palermo)
19-22 settembre 2007
IV congresso nazionale Sismec "La ricerca clinica tra sperimentazione e osservazione" - Atti
Cleup sc
626
629
Charrier L; Allochis MC; Cavallo MR; Gregori D; Cavallo F; Zotti C
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/69493
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